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 FRANCIA  

DATI GENERALI

 

Superficie: 543.965 kmq
Popolazione: 61.353000 abitanti (dati 2006
Densità: 113 ab./kmq
Capitale: Parigi (
Paris), 2.153.600 abitanti, 9.820.000 compreso l'agglomerato urbano (dati 2004)

La Francia è una repubblica semipresidenziale. L'ordinamento repubblicano soppiantò la monarchia nel 1792, tre anni dopo la Rivoluzione del 1789. Da allora si sono succedute cinque esperienze repubblicane, comprensive dei regimi imperiali dei Bonaparte. La Francia è bagnata dal Mediterraneo a sud e dall'Oceano Atlantico a nord e ovest. Il Canale della Manica la divide dalle isole britanniche. Confina con Belgio, Germania, Lussemburgo, Svizzera, Italia, Andorra e Spagna. Include il Principato di Monaco. La Francia è uno dei Paesi più significativi nel riassumere le numerose peculiarità del vecchio continente e per le vicende storiche che tanta importanza hanno avuto sulla formazione e diffusione della civiltà europea. Nell'antica Gallia si fuse l'elemento celtico con quello latino e poi germanico. La lingua francese è stata a lungo quella della diplomazia e della cultura ed è tuttora una delle più diffuse. La Francia è il prodotto di una storia che è riuscita a unire e amalgamare regioni, culture, lingue e società diverse. Alcune immagini familiari della Francia? Detto fatto: i castelli della Loira, Versailles e gli splendori del Re Sole, Parigi con i boulevard, Notre Dame, il Louvre e la Tour Eiffel, Marsiglia e la Costa Azzurra, i vini e i formaggi, la moda, Mont-Saint-Michel, la Normandia, Alpi e Pirenei, Cartesio, la pittura impressionista, il TGV, il sentimento di "grandeur" e... il rugby!

 

 

LA BANDIERA

Il tricolore francese, usato per la prima volta allo scoppio della Rivoluzione (1789), trae origine dai colori municipali di Parigi - blu e rosso - a cui fu poi aggiunto il bianco dei Borboni. I tre colori, inoltre, hanno una valenza simbolica profondamente radicata nella storia francese: azzurra era la cappa di San Martino, bianco il colore associato a Giovanna d'Arco mentre il rosso rimanda all'"orifiamma" di San Dionigi e allo stendardo imperiale di Carlo Magno.

 

IL SIMBOLO

IL GALLO

I latini identificavano con la parola "Gallus" sia l'animale sia l'abitante della Gallia, regione corrispondente all'attuale Francia che venne conquistata da Giulio Cesare alla metà del I secolo a.C. Nel XVII secolo Colbert sceglie il gallo ("le coq") come contraltare all'aquila austriaca, ma il simbolo si afferma solo durante la Rivoluzione Francese, quando si sostituisce alle insegne dei Borboni. A ogni partita, i tifosi francesi liberano un gallo sul campo di gioco.

 

 

LO STADIO

 

STADE DE FRANCE

Sorge a Saint-Denis, un sobborgo settentrionale della capitale francese. Venne inaugurato nel 1998 in occasione della Coppa del Mondo di calcio. E' un grande e modernissimo impianto capace di contenere 80 mila spettatori, ampliabile a 90 mila. Ospita calcio, rugby, atletica leggera e concerti. Prima della sua costruzione, i match del Sei Nazioni venivano disputati al Parco dei Principi e al Colombes.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'INNO

 

La Marseillaise

Scritta e musicata da Claude Joseph Rouget de Lisle nel 1792, in piena rivoluzione francese, "La Marsigliese" - così chiamata in quanto intonata dalle truppe rivoluzionarie in marcia da Marsiglia a Parigi - fu adottata come inno della Nuova Repubblica di Francia nel 1795.

Allons enfants de la Patrie,
Le jour de gloire est arrivé.
Contre nous de la tyranie,
L'étendard sanglant est levé
L'étendard sanglant est levé
Entendez vouse dans les campagnes
mugir ces féroces soldats
Ils viennent jusque dans vos bras,
égorger vos fils, vos compagnes
Aux armes citoyens!
Formez vos bataillons!
Marchons, marchons,
qu'un sang impur
abreuve non sillons.

Que veut cette horde d'esclaves
De traitre, de Roi conjurés?
Pour qui ces ignobles entraves,
Ces fers dès longtemps préparés?
Ces fers dès longtemps préparés?
Français! Pour nous, ah! Quel outrage!
Quels transports il doit exciter!
C'est nous qu'on ose méditer
De rendre à l'antique esclavage!

Quoi! Des cohortes étrangères
Feraient la loi dans nos foyers!
Quoi! Ces phalanges mercenaires
Terrasseraient nos fiers guerriers!
Terrasseraient nos fiers guerriers!
Grand Dieu! Par des mains enchainées
Nos fronts sous le joug se ploieraient
De vils despotes deviendraient
Les maitres de non destinées!

Tremblez, tyrans! Et vous, perfides,
L'opprobe de tous les partis,
Tremblez! Vos projets parricides
Vont enfin recevoir leur prix
Vont enfin recevoir leur prix
Tout est soldat pour vous combattre,
S'ils tombent, nos jeunes héros,
La terre en produit des nouveaux.
Contre vous tout prets à se battre.

(Andiamo, figli della patria,
il giorno di gloria è arrivato,
contro di noi, della tirannia
lo stendardo insanguinato è sollevato
lo stendardo insanguinato è sollevato
sentite, voi, nelle campagne
ululare questi feroci soldati.
Essi vengono fin nelle vostre braccia
per sgozzare i vostri figli, i vostri compagni
all'armi cittadini!
Formate i vostri battaglioni!
Marciamo, marciamo
che un sangue impuro
irrighi i nostri campi.

Cosa vuole quest'orda di schiavi,
di traditori, di re cospiratori?
Per chi queste ignobili catene?
Questi ferri a lungo preparati?
Francesi! Per noi, ah! Quale oltraggio
quali fervori deve smuovere!
E' noi che osano meditare
di ricondurre all'antica schiavitù.

Che?! Queste coorti straniere
detterebbero legge a casa nostra!
Che?! Queste falangi mercenarie
abbatterebbero i nostri fieri guerrieri!
Gran Dio! Con le mani incatenate,
le nostre teste si piegherebbero sotto il giogo
vili despoti diverrebbero
i padroni del nostro destino!

Tremate, tiranni! E voi, perfidi,
la vergogna di tutta la brava gente,
tremate! I vostri progetti parricidi
riceveranno la loro giusta ricompensa
si è tutti soldati, per combattervi,
se questi cadono, nostri giovani eroi,
la terra ne produrrà di nuovi,
tutti pronti a battersi contro di voi).