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I LEGGENDARI

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IL RUGBY

WILLIAM WEBB ELLIS

NASCITA DEL RUGBY

LA CITTA' DI RUGBY

IL PALLONE OVALE

REGOLE DEL RUGBY

I RUOLI IN CAMPO

IL VARSITY MATCH

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I LEGGENDARI

Questa è una piccola galleria di giocatori che hanno fatto la storia e la leggenda del Quattro, Cinque e poi Sei Nazioni.
Certamente ne mancano molti: per ora iniziamo con questi, man mano ne verranno aggiunti altri.

 

DAVID R. "Darkie" BEDELL-SIVRIGHT (1880-1915)

Vincitore della triplice corona nel 1901, 1903 e 1907. Una delle ali più talentuose del suo tempo, era un ottimo giostratore di palla e un giocatore duro, tenace, irriducibile. Giocò insieme al fratello John contro il Galles nel 1902. Fu anche campione scozzese di pugilato, categoria pesi massimi. Esercitò la professione di chirurgo ed entrò in marina come ufficiale medico: morì di setticemia nel 1935 a Gallipoli, in Italia, a soli 34 anni.

 

 ARTHUR GOULD (1865-?)

Soprannominato "Monkey" per la sua agilità, Arthur Gould, ruolo trequarti, fu capitano del Galles e vincitore della Triplice Corona nel 1893. Il fratello maggiore Bob era già un giocatore internazionale. Debuttò nel Galles contro l'Inghilterra nel gennaio 1885, poteva giocare estremo o centro. Giocava inoltre in un buon club (il Newport, poi passò al Cardiff) e gradualmente iniziò a crearsi una notevole reputazione. Nonostante il suo esasperato individualismo, sapeva piazzare trasformazioni, calci e drop decisivi. Visse il periodo della trasformazione del gioco gallese nel sistema dei quattro tre quarti. Nel 1896 decise di ritirarsi, ma tornò l'anno successivo per giocare contro l'Inghilterra. Ha totalizzato 27 presenze in Nazionale. Giocatore universale, è stato uno dei maggiori corridori di tutti i tempi, istintivo nello schivare i placcaggi, nei cambi di direzione e nelle finte. Lavorava sempre per migliorare. Era mancino, ma sapeva calciare anche col destro. "Il maggiore contributo - diceva Gwyn Nicholls - per la perfezione tattica del Galles nella prima Età dell'Oro lo dobbiamo a lui".

 

 BILLY BANCROFT

Insieme al fratello Jack, è una leggenda del rugby gallese. Disputa tutti i match internazionali dal 1890 al 1901 e aveva nel calcio, potente e preciso, il suo punto di forza. Vinse le Triplici Corone 1893 e 1900. Solo in una partita dovette abbandonare il campo prima della fine, il 18 marzo 1899: a Cardiff, nella sfida decisiva con l'Irlanda costretta a vincere, Bancroft si frattura due costole in un placcaggio dei fratelli Ryan, che scaraventano Billy tra gli spettatori oltre la linea di touche.

 

 JACK BANCROFT

La scena era tutta per il fratello Billy, più grande di età e più famoso, ma l'estremo Jack Bancroft alla fine della sua carriera in Nazionale avrà totalizzato 80 punti contro i 60 di Billy. Esordì nel Galles all'Arms Park di Cardiff contro l'Inghilterra, edizione 1909, in piena Età dell'Oro, la prima. Fu ininterrottamente protagonista fino al titolo 1911. Smise nel 1914, sia per infortunio sia per lo scoppio della prima guerra mondiale. Non era certo un talento smisurato, ma lavorava duro per limare i propri difetti. Indubbiamente coraggioso, tuttavia il pubblico gallese, ingrato, gli rinfaccia la responsabilità della sconfitta a Twickenham con cui chiude la carriera.

 

 GWYN NICHOLLS (1874-1939)

Nato a Westbury on Severn, ottenne 24 presenze con il Galles, di cui dieci da capitano. Guidò i Dragoni alla conquista della Triplice Corona nel 1900, 1902 e 1905. Fu forse il più forte trequarti centro del suo tempo, ma poteva giocare anche come mediano ed era dotato di un ottimo calcio. Sapeva sempre leggere la partita e prendere sempre la decisione giusta, passando il pallone al momento giusto e sapendosi mettere a disposizione del trequarti ala, cosa rara nel rugby di ogni epoca. Debutta in Nazionale nel 1896 a Cardiff, la città del club dove giocava, contro la Scozia e fa coppia con Arthur Gould. Il decollo è rapido: Nicholls diventa il leader del Galles nella prima Età dell'Oro. Segna la meta decisiva a Belfast che consegna ai rossi la Triplice Corona nel 1900. Due anni dopo si ripete ancora contro l'Irlanda e così nel 1905, sempre di fronte ai malcapitati irlandesi. Si ritira nel 1907, a 33 anni. Nel 1923, memore del suo spirito da rugbista, salva una ragazza che sta annegando nel fiume Weston. Nicholls muore nel 1939 per malattia del sistema nervoso.

 

 RHYS GABE (1880-1967)

Rhys Thomas Gabe nacque a Llangennech. Giocava soprattutto centro e collezionò 24 caps con il Galles. Con Gwyn Nicholls formò una devastante coppia di centri sia nel Cardiff sia in Nazionale. Debuttò con i Dragoni nel 1901, contro l'Irlanda, giocando ala sinistra. Nel 1905 era presente nella storica vittoria sulla Nuova Zelanda e due anni dopo fu capitano del Galles nel match con l'Irlanda. La sua meta più importante la segnò nel 1908 ai danni dell'Inghilterra: approfittando di una fitta nebbia, Gabe raccolse l'ovale da una zuffa e corse verso la linea di meta, mentre il compagno di squadra Bush correva in direzione opposta per confondere gli avversari. Gabe si ritirò nel 1908.

 

 DICKIE OWEN

E' stato uno dei tre più grandi mediani di mischia della storia del Galles, insieme a Haydn Tanner e Gareth Edwards. Detto "L'Ercole tascabile", capace di mandare in confusione qualsiasi avversario. Non aveva l'aspetto di un giocatore di rugby, era fisicamente piccolo, ma correva, placcava, inventava. Comprendeva e intuiva tattiche e combinazioni, fu il primo a sfruttare i movimenti insieme con i tre quarti ala, finora inutilizzati, e a sviluppare i contrattacchi. Pur non perdendo il proprio individualismo, grazie alla voglia di dettare sempre il gioco, sapeva tirare fuori il meglio dai compagni. Ottenne trentacinque presenze in Nazionale. Nel 1901 debutta con l'Irlanda, nel 1902 e nel 1905 vince la Triple Crown, nel 1903 il suo Galles perde solo con la Scozia. Chiude la carriera nel 1912, da capitano, a Swansea, giocando una grande partita: Galles-Scozia 21-6. Al fischio finale è portato in trionfo dai compagni.

 

 DICK JONES

Mediano di apertura di Swansea, formava con Dickie Owen una coppia perfetta, capace di comprendersi a meraviglia e di mettersi a disposizione dei tre quarti. Jones fu un brillante corridore e sapeva schivare, dribblare e fintare in modo magistrale. Il suo calcio lo rese uno dei primi mediani a unire corsa e calcio in attacco. Giocò insieme a Owen contro l'Inghilterra nel 1902, ma poi Jones fu messo da parte in favore di Lloyd. Ritornò in Nazionale nel 1904 e per almeno due anni fu al massimo della condizione. Si fratturò il collo del piede, infortunio che lo tenne lontano dal rugby fino al 1907. L'anno successivo tornò in Nazionale e vinse la Triplice Corona negli anni 1908, 1909 e 1911. Un altro serio infortunio troncò la sua carriera.

 

 CLIFFORD PRITCHARD (1881-1916)

Nato a Pontypool, fu grande tallonatore ed eccellente calciatore, ottenne cinque presenze con il Galles tra il 1904 e il 1907. Esordisce contro l'Irlanda, si ritirerà nel 1911. Muore nel 1916 in Francia, gravemente ferito durante la guerra di trincea.

 

 VIVIAN JENKINS (1911-2004)

Vivian Gordon James Jenkins, per tutti "Viv", nacque il 2 novembre 1911 a Port Talbot e crebbe vicino Bridgend. Divenne famoso come giornalista sportivo, ma in gioventù ebbe una notevole carriera rugbistica con Galles, Barbarians e Lions, e inoltre giocò a cricket con il Glamorgan. Debuttò in Nazionale nel 1933, come estremo, e nei suoi 14 caps è inclusa la prima vittoria del Galles a Twickenham, nello stesso anno, oltre al famoso trionfo sugli All Blacks a Cardiff (1935). Viv Jenkins fu inoltre il primo estremo gallese a segnare una meta in un match internazionale: accadde nel 1934, a Swansea, contro l'Irlanda. L'ultima presenza nel 1939 di fronte all'Inghilterra: quindi, Viv appese al chiodo le scarpe da gioco e impugnò la penna.

 

 BLEDDYN WILLIAMS (1923)

Nato a Taff Wells, non lontano da Cardiff, il 22 febbraio 1923, giocò 22 volte con il Galles come tre quarti centro e fu il capitano nel tour australe dei Lions nel 1950. Robusto nel placcaggio e impetuoso nella corsa, era noto per la sua forte leadership. Formò una famosa coppia centrale con Jack Matthews.

 

CLIFFORD MORGAN (1930)

Clifford Morgan, ala, è nato il 7 aprile 1930 a Trebanog, nella valle di Rhondda, in una famiglia di minatori. Esordì in Nazionale nel 1951 contro l'Irlanda e indossò la maglia dei Dragoni fino al 1958 per un totale di 29 presenze. Fu capitano dal 1956. Vinse quattro volte il torneo dal 1952 al 1956: la seconda Età dell'Oro del Galles.

 

 JEAN PRAT (1923-2005)

Jean Prat, meglio noto come "Monsieur Rugby", è stata la prima stella di assoluta grandezza della palla ovale francese, che dopo la fine della seconda guerra mondiale veniva riammessa al torneo dopo una lunga squalifica per professionismo. Nato il primo agosto 1923 in quel di Lourdes, debutta in Nazionale nel 1949 (perse parecchi anni di carriera a causa del conflitto e della prigionia in Germania) e fu capitano dal 1953 al 1955. Per la prima volta la Francia sconfisse gli inglesi a Twickenham nel 1951 (3-11), anno della vittoria del torneo, l'unica di Prat. Nel 1954 Jean Prat guidò i suoi a storici successi su Scozia, Irlanda e perfino Nuova Zelanda, allo Stade de Colombes. Colleziona in tutto 51 presenze con la Francia, 16 da capitano. In campo, era un giocatore capace di tutto: mete, drop, leadership. Il suo senso del gioco e il suo furore agonistico erano rispettati dai suoi avversari, onore fino a quel momento rarissimo per un giocatore francese. Prat fu persino portato in trionfo dai gallesi alla fine della sua carriera internazionale (1955). Allenò la Francia dal 1963 al 1967, vincendo altri tre titoli. E' morto il 25 febbraio 2005 a Tarbes dopo una lunga malattia.

 

 LUCIEN MIAS (1930)

La Francia degli anni '50 portò novità e stupore nel torneo: se Jean Prat era "Monsieur Rugby", altri suoi compagni non mancarono di meritarsi eccellenti soprannomi. Pierre Albaladejo, con il suo piede fatato, divenne "Monsieur Drop", mentre Lucien Mias fu per tutti "Docteur Pack", l'inventore di soluzioni fondamentali nel gioco in mischia e della touche lunga in movimento. Nato a Saint-Germain-de-Calberte il 29 settembre 1930, fu un seconda linea di grande carisma. Ebbe 29 presenze con la Francia, sei volte da capitano. Giocò in Nazionale dal 1951 al 1954 e poi dal 1957 al 1959, due periodi separati dai suoi studi universitari. Vinse il torneo nel primo e nell'ultimo anno della sua carriera in maglia blu, concludendo portato in trionfo dai suoi compagni.

 

 WILLIE JOHN McBRIDE (1940)

Willie John Mc Bride fu un mitico seconda linea dell'Irlanda per ben tredici anni, dal 1962 al 1975. Nato a Toombridge, Antrim, il 6 giugno 1940, debuttò sulla scena internazionale con una netta sconfitta a Twickenham (16-0). L'ultima apparizione in maglia verde la registrò a Cardiff, e fu nuovamente una sconfitta pesantissima: 32-4. Totalizzò 63 presenze, di cui dodici da capitano. Nel suo palmares, la vittoria nel torneo del 1974.

 

 BARRY JOHN (1945)

"Per tutti - scrive Marco Pastonesi - è probabilmente il più forte mediano d'apertura che il mondo del rugby abbia mai visto. Per i gallesi è indubbiamente il più forte mediano di apertura che il mondo del rugby abbia mai visto. Probabilmente o indubbiamente, certamente per tutti è che fra il 1970 e il 1972 non esiste giocatore su questo pianeta così forte come lui. La consacrazione arriva nel 1971: è lui a guidare i Lions, cioè la selezione delle quattro nazioni britanniche, e a disputare una partita dell'altro mondo. E non solo perché si gioca in Nuova Zelanda e non solo perché ad affrontarlo ci sono gli All Blacks. Da quell'istante non sarà più Barry John, ma King John. Tant'è che quando, a soli 27 anni, abdica, il Galles sprofonda in una sorta di lutto nazionale". Barry John è nato a Cefneithin il 6 gennaio 1945, debutta in Nazionale nel 1966 e si ritira soltanto sei anni dopo, con 25 presenze all'attivo. Vince tre tornei, con lo Slam del 1971 e la Triple Crown del 1969. Era diverso in quanto a struttura fisica rispetto al classico mediano di apertura gallese, cioè piccolo e sveltissimo. Lui era più alto e magro. Come mai questo giocatore, che non aveva eguali in quanto a lettura del gioco, velocità di gambe e fiducia in sé stesso (e anche un ottimo calcio), interruppe la carriera così prematuramente? Forse, dopo l'incredibile tournée australe con i Lions e il trionfo nel Cinque Nazioni 1971, non riesce a gestire la grande popolarità che lo circondava. Lui, poco amante dei riflettori, preferì tornare alla vita semplice da dividere tra amici e famiglia. Nonostante lo stupore generale al suo annuncio di ritirarsi, Barry John non fece marcia indietro. Phil Bennett, il suo successore in maglia rossa, lo descrive come "un genio. La sua arroganza è tale da separarlo dai suoi contemporanei, ma è anche un'arroganza giusta, una confidenza e una sicurezza in sé stesso che gli permettono di fare cose che gli altri giocatori semplicemente non immaginano, né tantomeno osano fare".

 

 GARETH EDWARDS (1947)

Gareth Edwards, mediano di mischia (cioè colui che passava l'ovale a Barry John prima e a Phil Bennett poi) è una leggenda del rugby gallese. La sua carriera in Nazionale si estenda dal 1967 al 1978 e copre quindi tutta la terza Età dell'Oro nella storia dei Dragoni. A Cardiff, presso il Saint David Center, gli hanno perfino innalzato una statua. E' nato a Pontardawe (Gwaun-cae-Gurven nella lingua cimrica), villaggio di minatori, il 12 luglio 1947. Ebbe 53 caps di cui 13 da capitano. Debuttò al Colombes di Parigi contro la Francia, che vinse 20-14. Edwards fu protagonista in sette tornei vinti e partecipò inoltre alle tournée dei Lions nel 1968 e 1971. Quella che viene ritenuta la meta più bella nella storia del rugby la segna proprio lui, ma non nel Cinque Nazioni, bensì nel match tra Barbarians e All Blacks del 1973, a Cardiff: novanta metri di corsa, sei passaggi, ventitré secondi di azione. Cliff Morgan, altra leggenda gallese degli anni '50 e in quel momento telecronista, andò in delirio! Così invece la ricorda Gareth: "Se fossimo a un programma di quiz, e fermassero l'immagine quando Bennett raccoglie il pallone nei nostri 22, e mi chiedessero: "Adesso che succede?", forse risponderei: "Phil Bennett viene spiaccicato". Questa è una delle ragioni in cui in quel momento urlo a Phil di liberarsi del pallone calciandolo in touche, Io ho già il fiatone, e un attimo di sosta per la touche mi restituirebbe la vita. Ma quando Phil fa esattamente il contrario di quello che io e la maggior parte dei compagni ci aspettiamo, l'azione si incendia. Ricordo i capelli al vento di JPR placcato al collo, ricordo il sostegno di Pullin, ricordo anche di imprecare tranquillamente, fra me e me: "Ma che diavolo vogliono fare adesso?" Mi riferisco ai miei compagni, indemoniati. Ma dalla folla si leva un tuono, come un fiume che straripa, come una valanga che si stacca dalla montagna. Come se giocatori, spettatori e stadio si sollevino da terra. A quel punto mi metto a correre anch'io dietro il pallone. Mi ci vuole un po' per recuperare i metri perduti. Penso che uno dei nostri sia stato placcato e che io debba trovarmi là, a recuperare il pallone e ad aprirlo al largo. Quando Dawes passa a David, sono costretto a uno sprint. E quella è la chiave. Perché nell'istante in cui ricevo il pallone, sono al massimo della velocità. E' una specie di intercetto: so che il pallone deve andare a John Bevan. Per questo grido a Quinnell, in gaelico, di darmelo. Mi sento addosso ancora i brividi e l'adrenalina. Ma in quel momento non penso a niente di niente. Mi chiedo solo se i miei tendini possano reggere lo sforzo. Fino al tuffo finale. Mi tuffo perché Bill Samuel, che mi ha insegnato rugby a scuola, diceva sempre che è più difficile fermare chi si tuffa invece di chi corre. E so che c'è qualcuno che mi sta arrivando contro, lo sento, ma non oso guardarlo. Ho paura di svegliarmi da un sogno".

 

 RAY GRAVELL (1951)

Trequarti centro del Galles dal 1975 al 1982, è un altro componente della mitica squadra dei Dragoni che dominò in quel periodo. Aspetto rude, con barba folta e capelli rossi, e cuore tenero, fu tra i più forti placcatori nella storia del rugby, si contraddistinse per la frase "Devi placcare subito, anche se subito è già troppo tardi". Nato a Cydweli, da una famiglia di minatori (il padre si suicidò quando Ray aveva appena quattordici anni), il 12 settembre 1951, debutta in Nazionale al Parco dei Principi di Parigi nel7 1975, vincendo con la Francia 25-10. Chiude la carriera nel 1982 a Cardiff contro la Scozia, perdendo 34-28. Ha indossato la magia rossa 23 volte.

 

 J.P.R. WILLIAMS (1949)

John Peter Rhys Williams divenne leggenda con le sue iniziali JPR e il suo look lo rese simbolo di un'epoca: calzettoni bassi alla George Best, basettoni interminabili da chitarrista rock. Nato a Bridgend nel 1949, fu l'estremo del Galles dal 1969 al 1981, per un totale di 55 partite, di cui cinque da capitano. Debuttò nel Cinque Nazioni sul campo di Murrayfield e i Dragoni sconfissero la Scozia 3-17. Sempre affrontando i blu e sempre a Edimburgo chiuse la carriera, stavolta perdendo 15-6. Robusto, veloce, coraggioso, imprevedibile, è un giocatore completo, dotato di grande rapidità in attacco e ottimo placcatore in difesa. Vince otto volte il torneo, sei volte la Triple Crown, tre il Grande Slam, ma il suo record più singolare è che in undici anni non ha mai perso con gli Inglesi.

 

 BILL BEAUMONT (1952)

Seconda linea dell'Inghilterra dal 1975 al 1982, William Blackledge "Bill" Beaumont è nato a Preston, nel Lancashire, il 9 marzo 1952. Ha debuttato con il quindici della Rosa perdendo a Dublino con l'Irlanda 12-9, chiudendo la carriera in Nazionale con un pareggio a Murrayfield per 9-9. Ha totalizzato 34 caps, di cui 21 da capitano. Il suo approccio modesto e pensieroso gli fece guadagnare il rispetto di compagni e avversari, che lo premiarono con i gradi di capitano sia dell'Inghilterra sia dei British Lions. I suoi marchi di fabbrica erano l'abilità con l'ovale e la mobilità, che gli consentirono adattarsi facilmente e precocemente al rugby moderno. Vinse il torneo nel 1980, con tanto di Grande Slam, Calcutta Cup e Triple Crown. Dovette ritirarsi nel 1982, a trent'anni, a causa di un grave infortunio. Rimane uno dei più popolari eroi del rugby, grazie alla sua modestia e il senso dell'umorismo.

 

 JEAN-PIERRE RIVES (1952)

Jean-Pierre Rives è diventato famoso come "L'Angelo Biondo", ma in campo era un vero diavolo, incapace di risparmiarsi. Questo flanker (terza ala) transalpino dalla folta capigliatura, titolato nel 1977 e nel 1981, è stato uno dei più forti giocatori della Francia. Nato a Tolosa l'ultimo giorno del 1952, ha giocato con il galletto sul petto dal 1975 al 1984, debuttando trionfalmente a Twickenham: quella volta la Francia passò 20-27. Chiuse la carriera in blu perdendo a Murrayfield 21-12 nella sua cinquantanovesima presenza in Nazionale. Fu capitano trentaquattro volte. Secondo Rives "il rugby non è violento né brutale: è solo uno sport di contatto, e soprattutto un modo di concepire la vita. Io scelgo di gicoare a rugby: non è il mio lavoro, ma è il mio piacere, quindi me lo voglio godere fino in fondo. Non voglio essere frustrato e combattere. Se combatti combatti con i tuoi amici, allora è meglio andare a pescare". Considerava i rugbisti veri persone sensibili e generose. Aveva un ruolo molto chiaro del proprio dovere e di quello dei compagni: "Il compito del capitano è quello di arrivare per primo allo stadio. E' una tradizione che va rispettata. Ma in campo è la squadra intera che deve entrare per prima, perché la squadra è molto più importante dei giocatori, e anche del capitano. I miei doveri di capitano si esauriscono prima del match, quando cerco di convincere ogni giocatore di poter dare di più di quello di cui si crede capace. Il resto è solo formalità".

 

 PIERRE BERBIZIER (1958)

Mediano di mischia, dopo un inizio da tre quarti centro, ha giocato per la Francia dal 1981 al 1991, vincendo quattro titoli con due Grandi Slam. Nato a Saint-Gaudens il 17 giugno 1958, ha ottenuto 56 presenze in Nazionale (13 da capitano), debuttando a Parigi con una vittoria sugli scozzesi per 16-9. Ha partecipato alla Coppa del Mondo nel 1987, vincendo l'argento. Ha chiuso la carriera a Twickenham perdendo 21-19 con l'Inghilterra. Dopo il ritiro, è subito diventato allenatore della Francia: sulla panchina dei Galletti ha trionfato nel 1993, rimanendo per altri due anni. Dall'aprile 2005 allena l'Italia, dopo tre anni al Narbonne e altri come opinionista sportivo de L'Equipe.

 

 SERGE BLANCO (1958)

Estremo di origine venezuelana, è nato a Caracas il 31 agosto 1958. Arrivò in Francia ancora bambino. Fu estremo della Nazionale francese dal 1980 al 1991, con la quale vinse quattro volte il torneo, con due Grandi Slam. Il debutto con i blues avvenne in Sudafrica, a Pretoria, nella quale occasione i locali Springbocks vinsero sui Galletti 37-15. Chiuse la carriera a Parigi, in Coppa del Mondo, perdendo 19-10 con l'Inghilterra. Per lui un totale di 93 caps con la Francia, 17 da capitano. Il suo rugby spettacolare lo rese il miglior estremo degli anni '80, capace di segnare 38 mete. E' ricordato per la grande intesa in campo con Philippe Sella e la sua posizione intercalare nella linea dei tre quarti. Giocò solo nel Biarritz a livello di club.

 

 JOHN JEFFREY (1959)

John Jeffrey, terza linea scozzese degli anni '80, è The White Shark, "lo squalo bianco": squalo per la cattiveria agonistica, bianco per il colore dei capelli. Giocò con la Scozia come terza linea (insieme a Finlay Calder e Derek White) dal 1984 al 1991, collezionando 40 caps. Vinse il torneo nel 1984 e nel 1990, in entrambe le occasioni centrando il Grande Slam e ovviamente la Triple Crown e la Calcutta Cup. Erano decenni che la Scozia non otteneva così tanti successi. Nato a Kelso, non lontano dal confine inglese, il 25 marzo 1959, Jeffrey si contraddistinse per la resistenza al gioco duro. Segnò undici mete con la maglia blu. Nel 1990, a Murrayfield contro l'Inghilterra nel match decisivo, passò la palla a Gavin Hastings che con Tony Stanger costruì la meta che valse la vittoria.

 

 GAVIN HASTINGS (1962)

Nato a Edimburgo il 3 gennaio 1962, Gavin "Big Man" Hastings, estremo, gioca in Nazionale dal 1986 al 1995, vincendo il Sei Nazioni 1990. Presenze totali: 59. Con lui, in campo anche il fratello Scott, tre quarti centro, che di caps ne mette su 65. Giocatore completo, anche se al calcio alternò periodi fortunati ad altri di clamorosi errori. Per Gavin il debutto fu durissimo: sbagliò il calcio d'inizio e subì una meta dal francese Berbizier dopo neppure un minuto di gioco, ma nel corso della stessa partita la Scozia va a vincere 18-17 grazie a sei calci di Hastings. All'inferno e ritorno, è proprio il caso di dirlo: d'ora in poi sarà lui a guidare la Scozia, conquistando i gradi di capitano nel 1993 che manterrà per venti incontri, fino al ritiro.

 

 DAVID SOLE (1962)

Il pilone David Sole giocò per la Scozia dal 1986 al 1992. Totalizzò 44 presenze. Sarà per sempre ricordato come l'uomo che guidò la Scozia nella lenta marcia d'ingresso sul campo di Murrayfield, nella storica partita contro l'Inghilterra, edizione 1990. Quell'ingresso, che a prima vista sembrò dimesso e rassegnato, infiammò invece la folla che spinse i blu al successo. La Scozia di Sole, Jeffrey e Hastings trionfò con un Grande Slam. L'abilità di Sole nel possesso dell'ovale era inestimabile.

 

 NEIL JENKINS (1971)

Neil Jenkins, insieme all'italiano Diego Dominguez, è stato il più preciso calciatore del rugby attuale. Mediano d'apertura, è nato a Church Village l'8 luglio 1971. Ha debuttato nel Galles nel 1991 contro l'Inghilterra, perdendo a Cardiff 25-6. Si è ritirato nel 2002 dopo una lunga carriera in rosso per un totale di 87 presenze. Ha vinto il torneo nel 1994, per lui la sfortuna di trascorrere la sua carriera in un decennio non felicissimo per i Dragoni.

 

 DIEGO DOMINGUEZ (1966)

Uno dei più forti e talentuosi mediani di apertura del rugby moderno, è stato il leader della crescita della Nazionale italiana. Grazie anche alle sue prodezze, gli Azzurri sono stati ammessi nel 2000 al torneo, che così è diventato il Sei Nazioni. Originario dell'Argentina (conta due presenze con i Pumas e 27 punti segnati), ma di madre italiana, è nato a Cordoba il 25 aprile 1966. Iniziò a praticare il rugby in una squadra per allievi di La Tablada sin quando diventò titolare in prima squadra; convocato dal selezionatore della nazionale argentina, disputò 2 partite ufficiali affrontando le nazionali di Paraguay e Cile durante il campionato sudamericano del 1989. Ingaggiato da una squadra di Cognac in Francia nel 1989 si mise in evidenza nel ruolo di trequarti centro e nel 1990 accettò l'ingaggio dell'Amatori Rugby Milano. Diego Dominguez prese la residenza a Milano, avendo la madre proprio milanese ebbe presto la cittadinanza italiana e nella compagine lombarda assunse il ruolo di mediano d'apertura; convocato nella Nazionale italiana, esordì il 2 marzo 1991 affrontando una selezione francese e la sua ultima presenza fu del 22 febbraio 2003 fronteggiando gli irlandesi. La sua partita più memorabile è stata quella del debutto italiano al Sei Nazioni, nel 2000: 34-30 alla Scozia e Diego grande protagonista con i suoi drop. Nel 1997 accettò il contratto della squadra parigina Stade Français nella quale ha disputato la sua ultima partita della carriera il 26 giugno 2004 affrontando il Perpignan allo stadio di Francia, a Parigi, nella partita di finale del campionato francese: lo Stade Français Paris ha vinto per 38 a 20 e Diego Dominguez ha segnato 20 punti realizzando 5 calci di punizione, 1 calcio di conversione, 1 calcio di rimbalzo da 40 metri. Attualmente il noto campione è imprenditore e agente procuratore per rugbysti. Le sue cifre della carriera azzurra sono straordinarie: 74 presenze (due da capitano), 983 punti segnati, 208 calci di punizione realizzati, 127 calci di trasformazione realizzati, 20 drop e 9 mete. Ha disputato i Mondiali 1991, 1995 e 1999 e il Sei Nazioni dal 2000 al 2003.

 

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DAVID R. "Darkie" BEDELL-SIVRIGHT (1880-1915)

Vincitore della triplice corona nel 1901, 1903 e 1907. Una delle ali più talentuose del suo tempo, era un ottimo giostratore di palla e un giocatore duro, tenace, irriducibile. Giocò insieme al fratello John contro il Galles nel 1902. Fu anche campione scozzese di pugilato, categoria pesi massimi. Esercitò la professione di chirurgo ed entrò in marina come ufficiale medico: morì di setticemia nel 1935 a Gallipoli, in Italia, a soli 34 anni.

 

 ARTHUR GOULD (1865-?)

Soprannominato "Monkey" per la sua agilità, Arthur Gould, ruolo trequarti, fu capitano del Galles e vincitore della Triplice Corona nel 1893. Il fratello maggiore Bob era già un giocatore internazionale. Debuttò nel Galles contro l'Inghilterra nel gennaio 1885, poteva giocare estremo o centro. Giocava inoltre in un buon club (il Newport, poi passò al Cardiff) e gradualmente iniziò a crearsi una notevole reputazione. Nonostante il suo esasperato individualismo, sapeva piazzare trasformazioni, calci e drop decisivi. Visse il periodo della trasformazione del gioco gallese nel sistema dei quattro tre quarti. Nel 1896 decise di ritirarsi, ma tornò l'anno successivo per giocare contro l'Inghilterra. Ha totalizzato 27 presenze in Nazionale. Giocatore universale, è stato uno dei maggiori corridori di tutti i tempi, istintivo nello schivare i placcaggi, nei cambi di direzione e nelle finte. Lavorava sempre per migliorare. Era mancino, ma sapeva calciare anche col destro. "Il maggiore contributo - diceva Gwyn Nicholls - per la perfezione tattica del Galles nella prima Età dell'Oro lo dobbiamo a lui".

 

 BILLY BANCROFT

Insieme al fratello Jack, è una leggenda del rugby gallese. Disputa tutti i match internazionali dal 1890 al 1901 e aveva nel calcio, potente e preciso, il suo punto di forza. Vinse le Triplici Corone 1893 e 1900. Solo in una partita dovette abbandonare il campo prima della fine, il 18 marzo 1899: a Cardiff, nella sfida decisiva con l'Irlanda costretta a vincere, Bancroft si frattura due costole in un placcaggio dei fratelli Ryan, che scaraventano Billy tra gli spettatori oltre la linea di touche.

 

 JACK BANCROFT

La scena era tutta per il fratello Billy, più grande di età e più famoso, ma l'estremo Jack Bancroft alla fine della sua carriera in Nazionale avrà totalizzato 80 punti contro i 60 di Billy. Esordì nel Galles all'Arms Park di Cardiff contro l'Inghilterra, edizione 1909, in piena Età dell'Oro, la prima. Fu ininterrottamente protagonista fino al titolo 1911. Smise nel 1914, sia per infortunio sia per lo scoppio della prima guerra mondiale. Non era certo un talento smisurato, ma lavorava duro per limare i propri difetti. Indubbiamente coraggioso, tuttavia il pubblico gallese, ingrato, gli rinfaccia la responsabilità della sconfitta a Twickenham con cui chiude la carriera.

 

 GWYN NICHOLLS (1874-1939)

Nato a Westbury on Severn, ottenne 24 presenze con il Galles, di cui dieci da capitano. Guidò i Dragoni alla conquista della Triplice Corona nel 1900, 1902 e 1905. Fu forse il più forte trequarti centro del suo tempo, ma poteva giocare anche come mediano ed era dotato di un ottimo calcio. Sapeva sempre leggere la partita e prendere sempre la decisione giusta, passando il pallone al momento giusto e sapendosi mettere a disposizione del trequarti ala, cosa rara nel rugby di ogni epoca. Debutta in Nazionale nel 1896 a Cardiff, la città del club dove giocava, contro la Scozia e fa coppia con Arthur Gould. Il decollo è rapido: Nicholls diventa il leader del Galles nella prima Età dell'Oro. Segna la meta decisiva a Belfast che consegna ai rossi la Triplice Corona nel 1900. Due anni dopo si ripete ancora contro l'Irlanda e così nel 1905, sempre di fronte ai malcapitati irlandesi. Si ritira nel 1907, a 33 anni. Nel 1923, memore del suo spirito da rugbista, salva una ragazza che sta annegando nel fiume Weston. Nicholls muore nel 1939 per malattia del sistema nervoso.

 

 RHYS GABE (1880-1967)

Rhys Thomas Gabe nacque a Llangennech. Giocava soprattutto centro e collezionò 24 caps con il Galles. Con Gwyn Nicholls formò una devastante coppia di centri sia nel Cardiff sia in Nazionale. Debuttò con i Dragoni nel 1901, contro l'Irlanda, giocando ala sinistra. Nel 1905 era presente nella storica vittoria sulla Nuova Zelanda e due anni dopo fu capitano del Galles nel match con l'Irlanda. La sua meta più importante la segnò nel 1908 ai danni dell'Inghilterra: approfittando di una fitta nebbia, Gabe raccolse l'ovale da una zuffa e corse verso la linea di meta, mentre il compagno di squadra Bush correva in direzione opposta per confondere gli avversari. Gabe si ritirò nel 1908.

 

 DICKIE OWEN

E' stato uno dei tre più grandi mediani di mischia della storia del Galles, insieme a Haydn Tanner e Gareth Edwards. Detto "L'Ercole tascabile", capace di mandare in confusione qualsiasi avversario. Non aveva l'aspetto di un giocatore di rugby, era fisicamente piccolo, ma correva, placcava, inventava. Comprendeva e intuiva tattiche e combinazioni, fu il primo a sfruttare i movimenti insieme con i tre quarti ala, finora inutilizzati, e a sviluppare i contrattacchi. Pur non perdendo il proprio individualismo, grazie alla voglia di dettare sempre il gioco, sapeva tirare fuori il meglio dai compagni. Ottenne trentacinque presenze in Nazionale. Nel 1901 debutta con l'Irlanda, nel 1902 e nel 1905 vince la Triple Crown, nel 1903 il suo Galles perde solo con la Scozia. Chiude la carriera nel 1912, da capitano, a Swansea, giocando una grande partita: Galles-Scozia 21-6. Al fischio finale è portato in trionfo dai compagni.

 

 DICK JONES

Mediano di apertura di Swansea, formava con Dickie Owen una coppia perfetta, capace di comprendersi a meraviglia e di mettersi a disposizione dei tre quarti. Jones fu un brillante corridore e sapeva schivare, dribblare e fintare in modo magistrale. Il suo calcio lo rese uno dei primi mediani a unire corsa e calcio in attacco. Giocò insieme a Owen contro l'Inghilterra nel 1902, ma poi Jones fu messo da parte in favore di Lloyd. Ritornò in Nazionale nel 1904 e per almeno due anni fu al massimo della condizione. Si fratturò il collo del piede, infortunio che lo tenne lontano dal rugby fino al 1907. L'anno successivo tornò in Nazionale e vinse la Triplice Corona negli anni 1908, 1909 e 1911. Un altro serio infortunio troncò la sua carriera.

 

 CLIFFORD PRITCHARD (1881-1916)

Nato a Pontypool, fu grande tallonatore ed eccellente calciatore, ottenne cinque presenze con il Galles tra il 1904 e il 1907. Esordisce contro l'Irlanda, si ritirerà nel 1911. Muore nel 1916 in Francia, gravemente ferito durante la guerra di trincea.

 

 VIVIAN JENKINS (1911-2004)

Vivian Gordon James Jenkins, per tutti "Viv", nacque il 2 novembre 1911 a Port Talbot e crebbe vicino Bridgend. Divenne famoso come giornalista sportivo, ma in gioventù ebbe una notevole carriera rugbistica con Galles, Barbarians e Lions, e inoltre giocò a cricket con il Glamorgan. Debuttò in Nazionale nel 1933, come estremo, e nei suoi 14 caps è inclusa la prima vittoria del Galles a Twickenham, nello stesso anno, oltre al famoso trionfo sugli All Blacks a Cardiff (1935). Viv Jenkins fu inoltre il primo estremo gallese a segnare una meta in un match internazionale: accadde nel 1934, a Swansea, contro l'Irlanda. L'ultima presenza nel 1939 di fronte all'Inghilterra: quindi, Viv appese al chiodo le scarpe da gioco e impugnò la penna.

 

 BLEDDYN WILLIAMS (1923)

Nato a Taff Wells, non lontano da Cardiff, il 22 febbraio 1923, giocò 22 volte con il Galles come tre quarti centro e fu il capitano nel tour australe dei Lions nel 1950. Robusto nel placcaggio e impetuoso nella corsa, era noto per la sua forte leadership. Formò una famosa coppia centrale con Jack Matthews.

 

CLIFFORD MORGAN (1930)

Clifford Morgan, ala, è nato il 7 aprile 1930 a Trebanog, nella valle di Rhondda, in una famiglia di minatori. Esordì in Nazionale nel 1951 contro l'Irlanda e indossò la maglia dei Dragoni fino al 1958 per un totale di 29 presenze. Fu capitano dal 1956. Vinse quattro volte il torneo dal 1952 al 1956: la seconda Età dell'Oro del Galles.

 

 JEAN PRAT (1923-2005)

Jean Prat, meglio noto come "Monsieur Rugby", è stata la prima stella di assoluta grandezza della palla ovale francese, che dopo la fine della seconda guerra mondiale veniva riammessa al torneo dopo una lunga squalifica per professionismo. Nato il primo agosto 1923 in quel di Lourdes, debutta in Nazionale nel 1949 (perse parecchi anni di carriera a causa del conflitto e della prigionia in Germania) e fu capitano dal 1953 al 1955. Per la prima volta la Francia sconfisse gli inglesi a Twickenham nel 1951 (3-11), anno della vittoria del torneo, l'unica di Prat. Nel 1954 Jean Prat guidò i suoi a storici successi su Scozia, Irlanda e perfino Nuova Zelanda, allo Stade de Colombes. Colleziona in tutto 51 presenze con la Francia, 16 da capitano. In campo, era un giocatore capace di tutto: mete, drop, leadership. Il suo senso del gioco e il suo furore agonistico erano rispettati dai suoi avversari, onore fino a quel momento rarissimo per un giocatore francese. Prat fu persino portato in trionfo dai gallesi alla fine della sua carriera internazionale (1955). Allenò la Francia dal 1963 al 1967, vincendo altri tre titoli. E' morto il 25 febbraio 2005 a Tarbes dopo una lunga malattia.

 

 LUCIEN MIAS (1930)

La Francia degli anni '50 portò novità e stupore nel torneo: se Jean Prat era "Monsieur Rugby", altri suoi compagni non mancarono di meritarsi eccellenti soprannomi. Pierre Albaladejo, con il suo piede fatato, divenne "Monsieur Drop", mentre Lucien Mias fu per tutti "Docteur Pack", l'inventore di soluzioni fondamentali nel gioco in mischia e della touche lunga in movimento. Nato a Saint-Germain-de-Calberte il 29 settembre 1930, fu un seconda linea di grande carisma. Ebbe 29 presenze con la Francia, sei volte da capitano. Giocò in Nazionale dal 1951 al 1954 e poi dal 1957 al 1959, due periodi separati dai suoi studi universitari. Vinse il torneo nel primo e nell'ultimo anno della sua carriera in maglia blu, concludendo portato in trionfo dai suoi compagni.

 

 WILLIE JOHN McBRIDE (1940)

Willie John Mc Bride fu un mitico seconda linea dell'Irlanda per ben tredici anni, dal 1962 al 1975. Nato a Toombridge, Antrim, il 6 giugno 1940, debuttò sulla scena internazionale con una netta sconfitta a Twickenham (16-0). L'ultima apparizione in maglia verde la registrò a Cardiff, e fu nuovamente una sconfitta pesantissima: 32-4. Totalizzò 63 presenze, di cui dodici da capitano. Nel suo palmares, la vittoria nel torneo del 1974.

 

 BARRY JOHN (1945)

"Per tutti - scrive Marco Pastonesi - è probabilmente il più forte mediano d'apertura che il mondo del rugby abbia mai visto. Per i gallesi è indubbiamente il più forte mediano di apertura che il mondo del rugby abbia mai visto. Probabilmente o indubbiamente, certamente per tutti è che fra il 1970 e il 1972 non esiste giocatore su questo pianeta così forte come lui. La consacrazione arriva nel 1971: è lui a guidare i Lions, cioè la selezione delle quattro nazioni britanniche, e a disputare una partita dell'altro mondo. E non solo perché si gioca in Nuova Zelanda e non solo perché ad affrontarlo ci sono gli All Blacks. Da quell'istante non sarà più Barry John, ma King John. Tant'è che quando, a soli 27 anni, abdica, il Galles sprofonda in una sorta di lutto nazionale". Barry John è nato a Cefneithin il 6 gennaio 1945, debutta in Nazionale nel 1966 e si ritira soltanto sei anni dopo, con 25 presenze all'attivo. Vince tre tornei, con lo Slam del 1971 e la Triple Crown del 1969. Era diverso in quanto a struttura fisica rispetto al classico mediano di apertura gallese, cioè piccolo e sveltissimo. Lui era più alto e magro. Come mai questo giocatore, che non aveva eguali in quanto a lettura del gioco, velocità di gambe e fiducia in sé stesso (e anche un ottimo calcio), interruppe la carriera così prematuramente? Forse, dopo l'incredibile tournée australe con i Lions e il trionfo nel Cinque Nazioni 1971, non riesce a gestire la grande popolarità che lo circondava. Lui, poco amante dei riflettori, preferì tornare alla vita semplice da dividere tra amici e famiglia. Nonostante lo stupore generale al suo annuncio di ritirarsi, Barry John non fece marcia indietro. Phil Bennett, il suo successore in maglia rossa, lo descrive come "un genio. La sua arroganza è tale da separarlo dai suoi contemporanei, ma è anche un'arroganza giusta, una confidenza e una sicurezza in sé stesso che gli permettono di fare cose che gli altri giocatori semplicemente non immaginano, né tantomeno osano fare".

 

 GARETH EDWARDS (1947)

Gareth Edwards, mediano di mischia (cioè colui che passava l'ovale a Barry John prima e a Phil Bennett poi) è una leggenda del rugby gallese. La sua carriera in Nazionale si estenda dal 1967 al 1978 e copre quindi tutta la terza Età dell'Oro nella storia dei Dragoni. A Cardiff, presso il Saint David Center, gli hanno perfino innalzato una statua. E' nato a Pontardawe (Gwaun-cae-Gurven nella lingua cimrica), villaggio di minatori, il 12 luglio 1947. Ebbe 53 caps di cui 13 da capitano. Debuttò al Colombes di Parigi contro la Francia, che vinse 20-14. Edwards fu protagonista in sette tornei vinti e partecipò inoltre alle tournée dei Lions nel 1968 e 1971. Quella che viene ritenuta la meta più bella nella storia del rugby la segna proprio lui, ma non nel Cinque Nazioni, bensì nel match tra Barbarians e All Blacks del 1973, a Cardiff: novanta metri di corsa, sei passaggi, ventitré secondi di azione. Cliff Morgan, altra leggenda gallese degli anni '50 e in quel momento telecronista, andò in delirio! Così invece la ricorda Gareth: "Se fossimo a un programma di quiz, e fermassero l'immagine quando Bennett raccoglie il pallone nei nostri 22, e mi chiedessero: "Adesso che succede?", forse risponderei: "Phil Bennett viene spiaccicato". Questa è una delle ragioni in cui in quel momento urlo a Phil di liberarsi del pallone calciandolo in touche, Io ho già il fiatone, e un attimo di sosta per la touche mi restituirebbe la vita. Ma quando Phil fa esattamente il contrario di quello che io e la maggior parte dei compagni ci aspettiamo, l'azione si incendia. Ricordo i capelli al vento di JPR placcato al collo, ricordo il sostegno di Pullin, ricordo anche di imprecare tranquillamente, fra me e me: "Ma che diavolo vogliono fare adesso?" Mi riferisco ai miei compagni, indemoniati. Ma dalla folla si leva un tuono, come un fiume che straripa, come una valanga che si stacca dalla montagna. Come se giocatori, spettatori e stadio si sollevino da terra. A quel punto mi metto a correre anch'io dietro il pallone. Mi ci vuole un po' per recuperare i metri perduti. Penso che uno dei nostri sia stato placcato e che io debba trovarmi là, a recuperare il pallone e ad aprirlo al largo. Quando Dawes passa a David, sono costretto a uno sprint. E quella è la chiave. Perché nell'istante in cui ricevo il pallone, sono al massimo della velocità. E' una specie di intercetto: so che il pallone deve andare a John Bevan. Per questo grido a Quinnell, in gaelico, di darmelo. Mi sento addosso ancora i brividi e l'adrenalina. Ma in quel momento non penso a niente di niente. Mi chiedo solo se i miei tendini possano reggere lo sforzo. Fino al tuffo finale. Mi tuffo perché Bill Samuel, che mi ha insegnato rugby a scuola, diceva sempre che è più difficile fermare chi si tuffa invece di chi corre. E so che c'è qualcuno che mi sta arrivando contro, lo sento, ma non oso guardarlo. Ho paura di svegliarmi da un sogno".

 

 RAY GRAVELL (1951)

Trequarti centro del Galles dal 1975 al 1982, è un altro componente della mitica squadra dei Dragoni che dominò in quel periodo. Aspetto rude, con barba folta e capelli rossi, e cuore tenero, fu tra i più forti placcatori nella storia del rugby, si contraddistinse per la frase "Devi placcare subito, anche se subito è già troppo tardi". Nato a Cydweli, da una famiglia di minatori (il padre si suicidò quando Ray aveva appena quattordici anni), il 12 settembre 1951, debutta in Nazionale al Parco dei Principi di Parigi nel7 1975, vincendo con la Francia 25-10. Chiude la carriera nel 1982 a Cardiff contro la Scozia, perdendo 34-28. Ha indossato la magia rossa 23 volte.

 

 J.P.R. WILLIAMS (1949)

John Peter Rhys Williams divenne leggenda con le sue iniziali JPR e il suo look lo rese simbolo di un'epoca: calzettoni bassi alla George Best, basettoni interminabili da chitarrista rock. Nato a Bridgend nel 1949, fu l'estremo del Galles dal 1969 al 1981, per un totale di 55 partite, di cui cinque da capitano. Debuttò nel Cinque Nazioni sul campo di Murrayfield e i Dragoni sconfissero la Scozia 3-17. Sempre affrontando i blu e sempre a Edimburgo chiuse la carriera, stavolta perdendo 15-6. Robusto, veloce, coraggioso, imprevedibile, è un giocatore completo, dotato di grande rapidità in attacco e ottimo placcatore in difesa. Vince otto volte il torneo, sei volte la Triple Crown, tre il Grande Slam, ma il suo record più singolare è che in undici anni non ha mai perso con gli Inglesi.

 

 BILL BEAUMONT (1952)

Seconda linea dell'Inghilterra dal 1975 al 1982, William Blackledge "Bill" Beaumont è nato a Preston, nel Lancashire, il 9 marzo 1952. Ha debuttato con il quindici della Rosa perdendo a Dublino con l'Irlanda 12-9, chiudendo la carriera in Nazionale con un pareggio a Murrayfield per 9-9. Ha totalizzato 34 caps, di cui 21 da capitano. Il suo approccio modesto e pensieroso gli fece guadagnare il rispetto di compagni e avversari, che lo premiarono con i gradi di capitano sia dell'Inghilterra sia dei British Lions. I suoi marchi di fabbrica erano l'abilità con l'ovale e la mobilità, che gli consentirono adattarsi facilmente e precocemente al rugby moderno. Vinse il torneo nel 1980, con tanto di Grande Slam, Calcutta Cup e Triple Crown. Dovette ritirarsi nel 1982, a trent'anni, a causa di un grave infortunio. Rimane uno dei più popolari eroi del rugby, grazie alla sua modestia e il senso dell'umorismo.

 

 JEAN-PIERRE RIVES (1952)

Jean-Pierre Rives è diventato famoso come "L'Angelo Biondo", ma in campo era un vero diavolo, incapace di risparmiarsi. Questo flanker (terza ala) transalpino dalla folta capigliatura, titolato nel 1977 e nel 1981, è stato uno dei più forti giocatori della Francia. Nato a Tolosa l'ultimo giorno del 1952, ha giocato con il galletto sul petto dal 1975 al 1984, debuttando trionfalmente a Twickenham: quella volta la Francia passò 20-27. Chiuse la carriera in blu perdendo a Murrayfield 21-12 nella sua cinquantanovesima presenza in Nazionale. Fu capitano trentaquattro volte. Secondo Rives "il rugby non è violento né brutale: è solo uno sport di contatto, e soprattutto un modo di concepire la vita. Io scelgo di gicoare a rugby: non è il mio lavoro, ma è il mio piacere, quindi me lo voglio godere fino in fondo. Non voglio essere frustrato e combattere. Se combatti combatti con i tuoi amici, allora è meglio andare a pescare". Considerava i rugbisti veri persone sensibili e generose. Aveva un ruolo molto chiaro del proprio dovere e di quello dei compagni: "Il compito del capitano è quello di arrivare per primo allo stadio. E' una tradizione che va rispettata. Ma in campo è la squadra intera che deve entrare per prima, perché la squadra è molto più importante dei giocatori, e anche del capitano. I miei doveri di capitano si esauriscono prima del match, quando cerco di convincere ogni giocatore di poter dare di più di quello di cui si crede capace. Il resto è solo formalità".

 

 PIERRE BERBIZIER (1958)

Mediano di mischia, dopo un inizio da tre quarti centro, ha giocato per la Francia dal 1981 al 1991, vincendo quattro titoli con due Grandi Slam. Nato a Saint-Gaudens il 17 giugno 1958, ha ottenuto 56 presenze in Nazionale (13 da capitano), debuttando a Parigi con una vittoria sugli scozzesi per 16-9. Ha partecipato alla Coppa del Mondo nel 1987, vincendo l'argento. Ha chiuso la carriera a Twickenham perdendo 21-19 con l'Inghilterra. Dopo il ritiro, è subito diventato allenatore della Francia: sulla panchina dei Galletti ha trionfato nel 1993, rimanendo per altri due anni. Dall'aprile 2005 allena l'Italia, dopo tre anni al Narbonne e altri come opinionista sportivo de L'Equipe.

 

 SERGE BLANCO (1958)

Estremo di origine venezuelana, è nato a Caracas il 31 agosto 1958. Arrivò in Francia ancora bambino. Fu estremo della Nazionale francese dal 1980 al 1991, con la quale vinse quattro volte il torneo, con due Grandi Slam. Il debutto con i blues avvenne in Sudafrica, a Pretoria, nella quale occasione i locali Springbocks vinsero sui Galletti 37-15. Chiuse la carriera a Parigi, in Coppa del Mondo, perdendo 19-10 con l'Inghilterra. Per lui un totale di 93 caps con la Francia, 17 da capitano. Il suo rugby spettacolare lo rese il miglior estremo degli anni '80, capace di segnare 38 mete. E' ricordato per la grande intesa in campo con Philippe Sella e la sua posizione intercalare nella linea dei tre quarti. Giocò solo nel Biarritz a livello di club.

 

 JOHN JEFFREY (1959)

John Jeffrey, terza linea scozzese degli anni '80, è The White Shark, "lo squalo bianco": squalo per la cattiveria agonistica, bianco per il colore dei capelli. Giocò con la Scozia come terza linea (insieme a Finlay Calder e Derek White) dal 1984 al 1991, collezionando 40 caps. Vinse il torneo nel 1984 e nel 1990, in entrambe le occasioni centrando il Grande Slam e ovviamente la Triple Crown e la Calcutta Cup. Erano decenni che la Scozia non otteneva così tanti successi. Nato a Kelso, non lontano dal confine inglese, il 25 marzo 1959, Jeffrey si contraddistinse per la resistenza al gioco duro. Segnò undici mete con la maglia blu. Nel 1990, a Murrayfield contro l'Inghilterra nel match decisivo, passò la palla a Gavin Hastings che con Tony Stanger costruì la meta che valse la vittoria.

 

 GAVIN HASTINGS (1962)

Nato a Edimburgo il 3 gennaio 1962, Gavin "Big Man" Hastings, estremo, gioca in Nazionale dal 1986 al 1995, vincendo il Sei Nazioni 1990. Presenze totali: 59. Con lui, in campo anche il fratello Scott, tre quarti centro, che di caps ne mette su 65. Giocatore completo, anche se al calcio alternò periodi fortunati ad altri di clamorosi errori. Per Gavin il debutto fu durissimo: sbagliò il calcio d'inizio e subì una meta dal francese Berbizier dopo neppure un minuto di gioco, ma nel corso della stessa partita la Scozia va a vincere 18-17 grazie a sei calci di Hastings. All'inferno e ritorno, è proprio il caso di dirlo: d'ora in poi sarà lui a guidare la Scozia, conquistando i gradi di capitano nel 1993 che manterrà per venti incontri, fino al ritiro.

 

 DAVID SOLE (1962)

Il pilone David Sole giocò per la Scozia dal 1986 al 1992. Totalizzò 44 presenze. Sarà per sempre ricordato come l'uomo che guidò la Scozia nella lenta marcia d'ingresso sul campo di Murrayfield, nella storica partita contro l'Inghilterra, edizione 1990. Quell'ingresso, che a prima vista sembrò dimesso e rassegnato, infiammò invece la folla che spinse i blu al successo. La Scozia di Sole, Jeffrey e Hastings trionfò con un Grande Slam. L'abilità di Sole nel possesso dell'ovale era inestimabile.

 

 NEIL JENKINS (1971)

Neil Jenkins, insieme all'italiano Diego Dominguez, è stato il più preciso calciatore del rugby attuale. Mediano d'apertura, è nato a Church Village l'8 luglio 1971. Ha debuttato nel Galles nel 1991 contro l'Inghilterra, perdendo a Cardiff 25-6. Si è ritirato nel 2002 dopo una lunga carriera in rosso per un totale di 87 presenze. Ha vinto il torneo nel 1994, per lui la sfortuna di trascorrere la sua carriera in un decennio non felicissimo per i Dragoni.

 

 DIEGO DOMINGUEZ (1966)

Uno dei più forti e talentuosi mediani di apertura del rugby moderno, è stato il leader della crescita della Nazionale italiana. Grazie anche alle sue prodezze, gli Azzurri sono stati ammessi nel 2000 al torneo, che così è diventato il Sei Nazioni. Originario dell'Argentina (conta due presenze con i Pumas e 27 punti segnati), ma di madre italiana, è nato a Cordoba il 25 aprile 1966. Iniziò a praticare il rugby in una squadra per allievi di La Tablada sin quando diventò titolare in prima squadra; convocato dal selezionatore della nazionale argentina, disputò 2 partite ufficiali affrontando le nazionali di Paraguay e Cile durante il campionato sudamericano del 1989. Ingaggiato da una squadra di Cognac in Francia nel 1989 si mise in evidenza nel ruolo di trequarti centro e nel 1990 accettò l'ingaggio dell'Amatori Rugby Milano. Diego Dominguez prese la residenza a Milano, avendo la madre proprio milanese ebbe presto la cittadinanza italiana e nella compagine lombarda assunse il ruolo di mediano d'apertura; convocato nella Nazionale italiana, esordì il 2 marzo 1991 affrontando una selezione francese e la sua ultima presenza fu del 22 febbraio 2003 fronteggiando gli irlandesi. La sua partita più memorabile è stata quella del debutto italiano al Sei Nazioni, nel 2000: 34-30 alla Scozia e Diego grande protagonista con i suoi drop. Nel 1997 accettò il contratto della squadra parigina Stade Français nella quale ha disputato la sua ultima partita della carriera il 26 giugno 2004 affrontando il Perpignan allo stadio di Francia, a Parigi, nella partita di finale del campionato francese: lo Stade Français Paris ha vinto per 38 a 20 e Diego Dominguez ha segnato 20 punti realizzando 5 calci di punizione, 1 calcio di conversione, 1 calcio di rimbalzo da 40 metri. Attualmente il noto campione è imprenditore e agente procuratore per rugbysti. Le sue cifre della carriera azzurra sono straordinarie: 74 presenze (due da capitano), 983 punti segnati, 208 calci di punizione realizzati, 127 calci di trasformazione realizzati, 20 drop e 9 mete. Ha disputato i Mondiali 1991, 1995 e 1999 e il Sei Nazioni dal 2000 al 2003.