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ALL BLACKS

"All Blacks" è il soprannome dei giocatori della nazionale della Nuova Zelanda, una delle leggende del rugby e dello sport. La palla ovale vi fu introdotta da Charles John Monro, figlio di un politico neozelandese che apprese le regole del gioco in un viaggio a Londra nel 1851 e al suo ritorno le propose al locale club di football. L'idea prese piede e la diffusione fu rapida. Il 14 maggio 1870 ci fu la prima partita ufficiale (Nelson FC contro Nelson College), mentre la federazione neozelandese (NZRFU) fu costituita nel 1892, quando già si erano svolti i primi match internazionali. La nazionale dei primi anni era chiamata "The Originals" e, dopo gli esordi in maglia blu con felce d'oro, passò al nero dal 1901, colore che indica il lutto, sportivamente inteso, per commemorare gli avversari. Il mito nacque durante la tournée europea del 1905, quando un giornalista del Daily Mail titolò "They are all backs" ("Sono tutti tre quarti", per enfatizzarne la velocità), ma il correttore di bozze credette che volesse dire "They are all blacks" ("Sono tutti neri"). In quell'anno la Nuova Zelanda stupì il mondo, sfoderando un gioco dinamico, corale, fantasioso, irresistibile mai visto nell'emisfero nord. La tradizione di dominio e innovazione continuò anche nei decenni successivi: l'estremo degli anni '20 George Nepia è ancora considerato il più forte giocatore di tutti i tempi. Altri leggendari, più recenti, sono Colin Meads, Waka Nathan, Don Clarke, Sid Going, Ian Kirkpatrick, Graham Mourie, Andy Dalton. Il rugby rappresenta la cultura e l'identità del Paese e di questo ne è un segno tangibile la "Haka", la danza rituale eseguita dal quindici tuttonero prima di ogni partita, subito dopo gli inni nazionali. Secondo la leggenda fu scritta intorno al 1810 dal re Te Rauparaha della tribù Ngati Toa.

www.allblacks.com

 

Haka

THE LEADER:

Ringa pakia
Uma tiraha
Turi whatia
Hope whai ake
Waewae takahia kia kino

THE TEAM:

Ka mate! Ka mate! Ka ora! Ka ora!
Ka mate! Ka mate! Ka ora! Ka ora!
Tenei te tangata puhuru huru!
Nana nei i tiki mai
Whakawhiti te ra!
A upa ne! Ka upa ne!
A upane kaupane whiti te ra!
Hi!
 

IL CONDUTTORE:

Batti le mani sulle cosce
Sbuffa col petto
Fletti le ginocchia
Lascia che i fianchi vadano dietro
Batti i piedi più forte che puoi

LA SQUADRA:

Io muoio! Io muoio! Io vivo! Io vivo!
Io muoio! Io muoio! Io vivo! Io vivo!
Questo è l'uomo peloso sopra di me
Che ha convinto il sole
A splendere ancora!
Un passo in su! Un altro passo in su!
Un passo in su! Un altro passo in su!
Verso il sole che splende!

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WALLABIES

Gli "Wallabies" sono i giocatori della nazionale dell'Australia: nella terra dei canguri, come soprannome di una delle potenze rugbistiche mondiali è stata scelta questa varietà di piccolo e veloce marsupiale peloso. Il rugby arrivò presto in Australia e nel 1864 nacque la Australian Rugby Union, in occasione della partita tra Sydney University e Sydney Club. Nel 1882 una selezione del Nuovo Galles del Sud, gli Warathas, giocò alcuni incontri in Nuova Zelanda. Nel 1889 la prima vera rappresentativa australiana sconfisse 13-3 i Lions nel 1899 a Sydney. Nonostante la concorrenza del rugby a tredici e dopo un periodo di mediocrità negli anni '40 e '50, il rugby australiano rimase sempre ad alti livelli e dal 1963 rinacque con l'arrivo del mediano d'apertura Ken Catchpole e di una generazione di giocatori di primo livello. Una crescita ininterrotta che ha portato alla conquista di due Coppe del Mondo (1991 e 1999). Il miglior giocatore australiano di sempre è stato l'ala sinistra David Campese, con 101 caps dal 1982 al 1996: il suo "passo dell'oca" consisteva in un micidiale cambio di velocità tale da renderlo difficilmente placcabile.

www.rugby.com.au

 

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SPRINGBOKS

L'appellativo della nazionale del Sudafrica è "Springboks", ossia le piccole antilopi saltanti caratteristiche delle radure del Paese. Il rugby sudafricano nasce bianco ed elitario: portato da un corpo di spedizione inglese verso il 1870, pochi anni dopo nacquero i primi club e la palla ovale entrò nelle università. Nel 1889 nacque la South African Rugby Board, che dal 1891 mette in palio la Currie Cup tra le quindici Unions regionali. L'ascesa è rapida e agli inizi del '900 la nazionale verdeoro è in grado di tener testa ai migliori Lions e nel 1906, nella prima tournée europea, vinsero 26 match su 29. Dagli anni '20 iniziarono gli incontri con la Nuova Zelanda e dal decennio successivo il Sudafrica non ebbe rivali, con elementi quali Daniel Craven e Benny Osler. La supremazia durò incontrastata fino ai primi anni '60. Seguì per il Sudafrica la pagina più buia: a causa della politica razziale, il Paese subì un lungo isolamento, non solo sportivo. Nel 1980 il primo "cap" di un giocatore di colore, l'ala Errel Tobias; la prima meta solo nel 1993 con la "perla nera" Chester Williams. Nel 1992 il Sudafrica fu riaccolto nel panorama internazionale e tre anni dopo ospito la Coppa del Mondo, vincendola in finale contro gli All Blacks 15-12: storica la stretta di mano tra il presidente nero Nelson Mandela e il capitano bianco Francois Pienaar al momento della consegna del trofeo. A lungo sport praticato dalla minoranza bianca, la supremazia sudafricana probabilmente è dovuta alla solidità fisica dei suoi atleti grazie alla quale è stato possibile praticare un durissimo gioco degli avanti.

www.sarfu.org.za

 

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PUMAS

Isolata, laggiù nelle pampas, fiorisce una delle più forti nazionali del mondo: l'Argentina. Il mito dei Pumas nasce con gli emigranti britannici impegnati nelle compagnie ferroviarie, verso la metà dell'Ottocento. Già nel 1873 si svolse il primo match ufficiale tra due squadre di immigrati, mentre nel 1876 si affrontarono due club locali, il Buenos Aires FC e il Rosario AC. La Uniòn Argentina de Rugby si formò nel 1899. La consacrazione a livello internazionale avvenne però a partire dal secondo dopoguerra, con le tournée sudamericane delle maggiori nazionali del pianeta, tutte sconfitte tra gli anni '60 e '70. Nonostante la credibilità mondiale, il rugby argentino ancora non ha organizzazione professionistica e quindi moltissimi giocatori emigrano nei migliori campionati d'Europa. Quasi tutti i nazionali biancocelesti sono di origine italiana. Hugo Porta, classe '51, mediano d'apertura, giocò 57 partite coi Pumas dal 1971 al 1990: è considerato il miglior argentino di tutti i tempi. L'Argentina potrebbe essere presto ammessa nel Tri-Nations con i colossi dell'emisfero sud.

www.uar.com.ar

 

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LIONS

I "British & Irish Lions" sono la selezione delle quattro federazioni delle isole britanniche: Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda. Periodicamente, ogni tre-quattro anni, viene formata una squadra che compie una lunga tournée per sfidare le grandi nazionali dell'emisfero australe e altre selezioni minori. Nei Lions, che rappresentano la più pura tradizione britannica, culture e filosofie diverse convivono e si esaltano a vicenda in nome del rugby ed è in maglia rossa che i più grandi campioni hanno ottenuto la loro consacrazione: su tutti Willie John McBride (ben 5 tour da protagonista assoluto), poi Barry "King" John, Gareth Edwards, Mervyn Davies, Mike Gibson, Andy Irvine, JPR Williams, Phil Bennett... Nel 1888 due giocatori di cricket, Arthur Shrewsbury e Albert Shaw, trasferitisi in Australia per continuare a giocare durante l'inverno europeo, ottennero di organizzare partite per i rugbisti britannici: la tournée durò nove mesi tra Australia e Nuova Zelanda e fu trionfale per i Lions (così si chiamarono da subito): 27 vittorie, 2 sconfitte e 6 pareggi. Il trionfo fu bissato nel 1891 in Sudafrica: 19 successi su altrettanti match. Con i progressi del rugby australe, iniziarono prestissimo le sconfitte dei Lions, che dovettero faticare almeno fino a tutti gli anni '60. Dopo alcuni cenni di ripresa, dal 1971, grazie anche all'apporto dei fuoriclasse gallesi, tornano gli anni d'oro. Gli anni '80 tornano ad essere avari di soddisfazione, mentre il decennio successivo fu a fasi alterne, quando l'avvento del professionismo, che poteva affossare la squadra, finì per farne le fortune, con due tour trionfali nel 1997 e 2001. L'ultima apparizione dei Lions nel 2005, con tre sconfitte contro gli All Blacks e una contro i New Zealand Maori e tutte vittorie nelle altre gare.

www.lionsrugby.com

 

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BARBARIANS

"Barbarians" o del prestigio. Dal 1890 far parte di questa squadra, che non ha sede né campo, non fa tornei e non rientra in alcuna classifica, è il sogno di ogni rugbista. E' un club a inviti, creato da WP Carpmael, membro del Blackheath (uno dei più antichi club londinesi), con l'idea di far giocare insieme i più forti giocatori britannici contro le migliori squadre del momento, anche dopo la cessazione dei campionati, che finivano in marzo. Secondo i principi del suo fondatore, il Barbarian Football Club doveva essere cosmopolita e ispirato unicamente dallo spirito di amicizia. La partecipazione, esclusivamente su invito, seguiva due regole: abilità di gioco e comportamento esemplare, in campo e fuori. Il primo match contro l'Hartlepool River: vittoria. Sulla maglia a larghe bande orizzontali bianche e nere, i Barbarians portavano lo stemma con il teschio e le tibie incrociate, poi sostituito dal monogramma delle tre lettere BFC. I Barbarians giocavano cinque o sei incontri annuali in tutta la Gran Bretagna. Dal 1948 affrontarono le varie nazionali, al termine delle loro tournée europee, e fecero saltuariamente delle tournée all'estero. Con il tempo i Barbarians hanno iniziato a invitare giocatori non britannici ed ecco che anche Zinzan Brooke, Joost Van der Westhuizen, Olivier Magne e Jonah Lomu hanno indossato il bianconero. Anche un italiano: Andrea Lo Cicero, autore di una splendida meta agli All Blacks a Twickenham, il 4 dicembre 2004. Nel dicembre 1973, i Barbarians affrontarono all'Arms Park di Cardiff gli All Blacks: è considerata la più grande partita di tutti i tempi, con i migliori giocatori dell'epoca tutti in campo e anche la più bella meta di sempre, segnata da Gareth Edwards. Non avendo i Barbarians nessun obbligo o pressione di vincere, le loro partite sono caratterizzate da gioco aperto e pochissimi calci. Lo spettacolo, così, è sempre assicurato.

www.barbarianfc.co.uk

 

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